E allora, ma com’è andata a finire? In un giorno solo: vado all’università e la prof 70 enne sfoggia un’abbronzatura perfetta, mentre la sottoscritta 26enne attualmente è di un colore indefinito, tra il giallo e il verdognolo chiaro (causa notti insonni, nessuna malattia rara). Poi incontro 2 amiche, che non avevo visto ancora da quando sono tornate dalle vacanze: mi hanno portato entrambe un souvenir, rispettivamente da Firenze e Praga. Torno a casa e trovo mia zia: <<sono venuta a salutarti, domani parto per Lourdes… >> AAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!! E la mia amichetta pazza è in trasferta addirittura nella MIA Salamanca. Ma è un complotto contro di me, che in questo momento vorrei essere lontana anni luce da qui e invece non posso allontanarmi neanche di un Km????? Frustrazione, tanta frustrazione in me.
Morale della favola, perché ce n’è sempre una: se non vai né Firenze, né a Praga, né a Salamanca, a 60 anni vai a chiedere la grazia a Lourdes e a 70 ti abbronzi. Certo, se non finisci prima all’ospizio come farò io. Ma se hai culo l’ospizio è alle Hawaii.
6 compresse per il mal di testa in 3 giorni. Diventerò tipo Dr House. Stressss...
Niente, il mio man radar non vuole saperne di funzionare. L’altra sera al concerto dei Sud Sound System, tra un saluto all’amico incontrato per caso e l’alternarsi delle prime band sul palco, mi guardo intorno. I miei occhi si fermano su un magnifico esemplare di essere umano, alto, biondino, probabilmente tedesco. Dopo i 5 secondi di rapimento estatico mi sveglio, guardo meglio e accanto a lui chi c’è? Una stangona, sicuramente tedesca. Peccato… inizia il concerto. Mi giro un attimo e noto un tizio. Non faccio in tempo a pensare: che carin… che il suddetto tizio abbraccia il suo amico. E non come si abbraccia un comune amico… ma che palle, dai.
Dico io: sto una settimana al pc da mattina a sera per finire un lavoro a dir poco complicato, quasi non esco da questa stanza....e mi becco il raffreddore? E mi viene il vocione da zombie? E mi lacrimano gli occhi? Si può?? E si può, il 12 giugno, a Palermo, dormire con la coperta di lana e i calzini? E bere il tè caldo?? Qui?? A metà giugno??
E ho perso pure il cellulare, sigh sigh sigh... siamo solo a giovedì. Che devo aspettarmi da qui alla fine di questa settimana maledetta? Mi sa che è giunta l'ora di fare un pellegrinaggio a Lourdes. Oppure se avete il numero di un bravo esorcista ... ve ne sarei grata. Adios.
PS: ... e dite a Paolo Fox di cambiare mestiere.
Mamma mia che settimana... è solo mercoledì ma vorrei che finisse subito. Nervi, nervi e ancora nervi. E vabbè, non ci pensare...in fondo che sarà mai... te ne andasse bene una. E oggi ho rotto non 1 ma 2 orecchini. Di coppie diverse, ovviamente. Dico io, ci vuole la laurea per riuscirci. Peccato che la camomilla mi faccia schifo, perchè me ne servirebbero diversi litri. Amato cioccolato, amico dei miei momenti di furia, che farei senza di te?
E allora... continuare a sognare e a pensare, ripensare, rimuginare, analizzare ogni parola, ogni battuta, ogni sorriso e rischiare di perdere il senno, pur sapendo di andare incontro a una cantonata sicura come la morte? Oppure metterci una pietra sopra e tornare nel mio stato di coma emozionale perenne? Ora come ora credo sia meglio l'opzione b, sperando di riuscirci davvero. Passo e chiudo. Post del cavolo, lo so, ma avrei così tanto da dire e così poca voglia di farlo...
Non va, l'anno è partito male e non accenna a cambiare rotta. E in certi momenti tira aria di rassegnazione, e questo non va. Confidiamo in tempi migliori... sì, ma prima o poi arriveranno?
Ieri mattina, ennesimo preludio all'ennesima domenica da suicidio, ho come sempre lasciato il cellulare senza suoneria per ore. Tanto ultimamente quasi non squilla. Quando l'ho ripreso ho trovato un sms inaspettato da parte di una dei ragazzini a cui ho dedicato le energie di un anno, e diceva così: Ciao Alma, ti voglio tanto tanto bene, sei unica. Mi si è allargato il cuore.
E io che pensavo che accompagnare mia sorella dal dentista volesse dire portarla lì, sedersi e aspettare che il medico facesse il suo lavoro, tutto ciò in religioso silenzio. Ingenua! Da premettere che come mi giravano quel giorno… solo poche volte nella mia vita, e la mia voglia di fare conversazione era più che nulla. Le ultime parole famose. Arriviamo e l’infermiera: <<Ah ma tu sei la sorella di M.? Non lo sapevo, che piacere>>. Io ho annuito e le ho rivolto un sorrisino di circostanza nella speranza di vedere la sua bocca cucita all’istante. Come no. Infermiera: <<Ma tu fai giurisprudenza?>> Io: <<No>>. Lei: << Medicina?>>. A quel punto ho capito che non si sarebbe arresa e che se non avessi detto qualcosa mi avrebbe elencato tutte le facoltà universitarie esistenti. Io: <<Studio lingue>>. E da lì la solita tiritera su quanto sia bella la mia facoltà e su che bel lavoro troverò… cazzate. La seconda, intendo. Arriva il dentista: <<Siete sorelle?>>. Che domande, pure un cieco se ne accorgerebbe. Io: <<Sì>>. Dentista-simpatico-umorista: <<Dai, fai giudicare a me, fammi vedere i denti, ah ah ah…>>. Gli avrei detto volentieri:<<Perché non ti impicchi?>>, ma sono riuscita a trattenermi e a fingermi divertita alla sua battuta da martufello dei poveri. E pure lui con le domande di rito su cosa fai e cosa non fai, e altro panegirico sull’utilità delle lingue straniere. Finalmente silenzio. Fiuuu. Ma che, entra un ragazzo che conosco da tempo, in genere poco loquace. I nostri incontri si sono sempre ridotti a ciao come stai, e poi ognuno per fatti suoi. E invece no… stavolta persino lui era in vena di conversazione. Come stai, che fai, a che punto sei con lo studio, che hai fatto a capodanno… AAAAHHHH!!! Ma che volete da me? Niente, quando mi girano mi girano.
Per la seconda volta in soli 5 giorni sei tu a fare il buono e il cattivo tempo. Per la seconda volta in 5 giorni il tuo malumore e/o la tua freddezza compromettono la mia giornata. 1 misera e stupida telefonata mi manda in tilt... perdo colpi. Non si sfugge alla triste realtà, questi sono i sottotitoli, vero?